sezione B: racconto a tema L'Albero di...

L'ALBERO DI MIO PADRE


 

 

“Penseremo noi a tutto,” disse l’uomo con l’abito sobrio, “cimitero, fiori, lapide. E’ un momento difficile per voi.”

La figlia di Jake guardò fuori della finestra.

Jake, corpo morto sul letto e anima fuori della finestra, guardò la figlia.

“Niente cimitero, Stella. Non lasciarmi scaricare in un posto del genere”.

Jake non si era ancora abituato ai pensieri in quel glorioso technicolor di cui godeva da quando il suo cuore aveva dato forfait. Erano anni che non si sentiva così meravigliosamente libero dal dolore. Pensava con chiarezza, e il suo corpo maledetto non metteva più il bastone tra le ruote annebbiando tutto. Aveva intrapreso un viaggio. Non aveva respiro, e andava verso una luce che brillava tanto da spaccare il cristallo del cielo azzurro di quel gelido inverno. Quanto sollievo.

La figlia di Jake pensò un momento. Due giorni prima aveva visto papà, vivo, per l’ultima volta. Lo vedeva ancora lì sulla collina, i capelli bianchi attorcigliati dal vento all’incontrario intorno alla testa. Lo vedeva giù al fiume, a controllare se i suoi narcisi erano fioriti.

“Non credo che il cimitero faccia per noi”, disse al vestito sobrio. “Ci sono delle alternative?”. Il vestito sobrio rimase perplesso.

“Beh, se non le disturba l’idea, signora, c’è la possibilità della cremazione. Possiamo organizzarla. E possiamo disporre che l’urna sia sepolta in un Giardino di Rimembranza,” disse il vestito sobrio, intravedendo una soluzione per questa cliente più problematica del solito.

Jake era preoccupato: “O no, Stella, non un maledetto Giardino di Rimembranza”.

“Grazie”, disse la figlia di Jake, “ma porteremo l’urna a casa. E seppelliremo le ceneri. Senza l’urna. Vuole che gliela riporti, per usarla di nuovo?”

Il vestito sobrio era turbato.

“Senza l’urna? Ma la lapide? Temo che non sia così facile avere il permesso per una lapide su terreno privato”.

“Non voglio una lapide, Stella. Voglio andarmene come sono arrivato”.

“Non metteremo una lapide”, disse la figlia di Jake. Metteremo qualcos’altro”.

Pensò a papà, al segno che avrebbe voluto lasciare, e intanto lo vedeva ancora sulla collina, nei campi, al fiume. Non dentro, ma fuori, sulla sua amata terra.

“Guarda dalla finestra, Stella, è lì davanti a te”.

“Pianteremo un albero,” esclamò la figlia di Jake. “Sì, metteremo mio papà insieme a un albero e ogni primavera lui fiorirà.”

Il vestito sobrio tacque. Tossì e fece qualche appunto.

Jake guardò la figlia, era stata brava. E se ne andò tranquillo, molto, molto lontano.

Quella notte, la figlia di Jake sognò suo padre, sorridente, in un campo di narcisi. E seppe che lui di lei era molto compiaciuto.


Moira Fraser

traduzione di Jane Bowie

 

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