SAMUELE ARCANGIOLI


L’ORECCHIO CHE NON C’E’


Qualcuno diceva che era una specie di Salvador Dalì per via di quei baffi, e io sapevo che era invece un leone, e in tanti si interrogavano sull’infanzia e sugli anni della giovinezza passati al seguito del padre esploratore in Africa, ma c’era ben altro, e in effetti in Samuele Arcangioli, intuitivo sostenitore della più grandiosa idea espressa dall’uomo, quella dell’unità delle cose, c’è ancora molto da scoprire… e la sua esperienza in questa direzione è determinata e forte, parla della vita di una tavola di legno e dello spirito che già la impregna prima che vi si fondino i colori dell’arte, e poi dell’uomo e dell’animale, dell’anatomia e dell’emozione, della materia e dell’anima… e che in lui ci sia un leone, se qualcuno ricorda, io l’avevo detto subito, alla prima apparizione, ed ecco adesso la conferma, questo autoritratto, e scriverò qui solo di un particolare, di quell’orecchio che non c’è, o che sembra non esserci, di quell’orecchio che Van Gogh in un gesto chiamato di follia si era apparentemente tolto dal viso, l’orecchio dell’artista… e fate caso a quando parlate con loro, non sono sempre fra le nuvole? Infatti gli artisti ascoltano con un solo orecchio e l’altro sembra sordo, ma in realtà, ci dice Samuele, è immenso, fuoriesce dalla tavola, perché immenso è il bisogno di conoscere, di amare, e di essere un tutt’uno con l’unità delle cose.



Autoritratto

olio su tavola 90 x 125


PICCOLA BRERA DI VARESE

Mostre al Cavedio: 2003 "Opere" ,   2004 "Leoni e altri umani",  2005 "Ritratti"
Murale in via Cavallotti, 9 (2004)
"Samuele Arcangioli" Raccontare l'arte/Edizioni Il Cavedio (2003)
"Artisti al Cavedio" Raccontare l'arte/Edizioni Il Cavedio (2004)

 


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